Logo Walla Wanda
 
 
Fotoalbum
Photo album
 
 
Visite dal 23-08-2003:
 
 

"io e il mio cane"
Dimitri & Goody


   

Arrivo da un’intensa esperienza cinofila con un American Pit Bull Terrier maschio. Ha lavorato in utilità e difesa fino a guadagnarsi il terzo brevetto IPO3. Nell’immaginario del “mio prossimo cane” c’era qualcosa che spingesse come il mio vecchietto ma un po’ più gestibile. Poco tempo dopo per gentile concessione di mia moglie arrivò (in affido) il fuori classe Tina! Barbone gigante di tre anni, qualità naturali per il lavoro poche….poche…poche, ottimo cane da compagnia! L’ho portata in Obedience 1, nel frattempo Good Boy attendeva di “entrare in campo”.

Penso che senza l’esperienza vissuta con cani così differenti  (praticamente i due estremi opposti), oggi con il mio australian Good Boy detto Goody, non sarei sicuramente in Obedience 3.

Non conoscevo la razza, ma avevo visto lavorare Dago di Evelin.

dimitri e goody

Andai a vedere Good Boy con i soldi in tasca e pensavo: se è una chiavichetta saluti a tutti e me li riporto a casa!

Mi si presentò un cucciolo di quasi 3 mesi che faceva spola tra le persone presenti ed interrompeva solo per fare gli agguati ad una confezione di cartone di dentifricio schiacciata mossa dal vento, senza badare più a niente e nessuno.
Una giornata ventosa ha avuto il suo peso, ecco come ho preso la decisione d’adottare un australian!

Questo per dire che la sensazione di pancia che mi ha dato quel giorno il Goody, me la passa ancora oggi, nonostante i numerosi momenti di sconforto dettati da aspettative troppo alte per la tempistica di maturazione di questo tipo di cane.

goody

Oggi mi sento d’affermare che la colpa è raramente del cane, le sue caratteristiche di razza e individuali sono le sue, pure … senza colpe!

Quanto segue è un estratto di una e-mail inviata a Marula  in occasione del passaggio in Obedience2. Esprimo a Marula senza riserve le mie impressioni sul cane fino a quel punto.

“Devo dire che ce la siamo sudata, e non mi riferisco solo alla gara, ma anche in campo durante gli allenamenti. Goody impara velocemente le abilità, ma guai a lavorare come si farebbe con un border o un pastore tedesco. Elabora le cose apprese in maniera indipendente l'una dall'altra, come dire: me l'hai insegnata così e così te la faccio, con l'evidente difficoltà nel riuscire a concatenare tutte le abilità apprese per formare l'esercizio finito da presentare in gara. Ad un certo punto ho sentito una vocina che mi diceva...."quando insegni una cosa ad un Australian é per tutta la vita", azz...questo però a noi australiani ci penalizza un pò! se poi mi  innervosivo un po', facevo finta di essere il bimbo più felice di questa terra, niente da fare... ecco che si chiudeva andava al rallentatore e arrivava l'espressione..."non vedo, non sento, non parlo".

goody

Ha una gran sensibilità, unita a mio parere ad un temperamento un po' delicato. La strada per ottenere da questo cane, é mantenere  una percezione positiva sincera del lavoro e di conseguenza cercare la complicità.

È importante la stimolazione del predatorio, altrimenti lavorando solo con il cibo (anche se voracissimo) va a mancare un’ espressione importante che un cane sportivo deve avere, cosa che fino ad oggi ha sempre proposto in gara.

Fatto questo il risultato non si è fatto attendere troppo!

Anche se ho passato dei periodi di sconforto, ho sempre creduto in questo cane perché sentivo e sento anche oggi le sue potenzialità, bisogna affinarsi perché non ti permette di lavorare alla carlona senza tenere conto della sua psiche un po’ rigida, bisogna avere fantasia... e nello stesso tempo avere una tecnica ferma.

Spero di averlo capito e che andando avanti non incontrerò più questo tipo di difficoltà;  altro sì ma queste no.” 

Seseglio,23 gennaio 2010                              Griggio Dimitri  

goody




 
 
 
Allevamento di Australian Shepherd WallaWanda di Marula Furlan - cell: 333.14.30.525
wallawanda@gmail.com